ELVIS THE CONCERT
ZURIGO, HALLENSTADION - 06/06/2003
(recensione di Maria Laura Moro)
Mattino presto (almeno per essere sabato!), arrivo al Memphis Café e ancora digiuna, subito girato l’angolo, mi assale la zaffata di caciotta del casaro del mercato del venerdì .
Riprendo coscienza, entro nel locale e prendo la mia colazione.
Dopo un po’ arriva Sara e ci fermiamo a parlare del più e del meno, guardando Elvis in tv ..guardando l’Aloha rischiamo di rimanere senza parole!!
Non vorrei uscire dal locale, ma il caldo, l’affollamento e soprattutto la smania di partire hanno la meglio e perciò torniamo fuori.
Nel frattempo il marciapiede davanti al Memphis inizia ad affollarsi di fans.
A un certo punto vedo Raffaele con il suo piedone e penso: “la passione per Elvis non ha ostacoli!!” Fuori incontriamo altri fans e nell’attesa scattiamo qualche foto.
Finalmente dopo un paio d’ore saliamo sul pullman, qualche sosta sul percorso e dopo pranzo con Sara intoniamo qualche canzone di Elvis. Successivamente , rendendoci conto delle nostre limitate capacità canore, desistiamo.
E così tra una galleria e l’altra e tra un una scena e l’altra di Speedway, il tempo passa ed eccoci a Zurigo, finalmente!
Nel pomeriggio facciamo un giro e ci accorgiamo che la città è parecchio tranquilla , ordinata e pulita. Qualcuno gioca in piazza con dei mega scacchi alti circa un metro, altri sono seduti allegramente ai tavolini e bevono birra, qualcuno ci dice qualcosa in uno svizzero-tedesco quasi incomprensibile, qualcun altro ci guarda e ci scambia per americani (mah!)
Poco prima delle 18.30 ci dirigiamo verso l’Hallenstadion..un po’ di “rubberneckin’” per trovare qualche cartellone pubblicitario sul concerto ..ma con delusione non ne trovo in giro neanche uno, solo alcuni manifesti vicino all’Hallenstadion con un frigorifero della Bosch rosso e la scritta “ELVIS LEBT” ..”meglio che niente”, penso io! Per dirla tutta Elvis mi fa pensare a tutto meno che a un frigorifero!!
Poco dopo segue l’assalto ai banchetti del merchandising, i fans (tra i quali ci sono anch’io) chiedono soprattutto la maglietta del concerto e il programma, molto bello devo dire, pieno di foto a colori. Tra gli altri gadgets si possono trovare anche orsacchiotti di peluche , boxer, cappellini, skinny shirts e altro.
Dopo l’assegnazione dei biglietti ci fiondiamo compostamente all’ingresso.
Qui le macchine fotografiche professionali o troppo vistose vengono “prese in ostaggio”, dopodiché ti consegnano un ticket per il ritiro successivo (molto democratico da parte loro..spesso in Italia non le rivedresti più!), sebbene questo sia in contraddizione con quello che era scritto sul programma “still cameras are welcome”.
Una volta entrati, prima di andare a occupare il posto, ci offrono dei tappi per le orecchie (confezione deluxe!) che accettiamo di buon grado, anche se non ne comprendiamo l’utilità, visto che siamo lì ..per ASCOLTARE un concerto!! Tra l’altro l’audio non era fortissimo..probabilmente ci tengono alla nostra salute!
Lo scenario che si presenta davanti ai nostri occhi è questo : telone azzurro fluttuante, sospeso sopra il palco , i ragazzi della security normalissimi, rilassati e stranamente non palestrati e la musica di Lisa Marie in sottofondo, che sentivo per la prima volta.
Noi tutti nel frattempo siamo composti ma allo stesso tempo ESALTATI!!
Questo è il mio primo concerto virtuale al quale assisto con molta emozione e soprattutto molte aspettative, avendo già sentito i commenti entusiastici di chi l’aveva già visto in precedenza.
L’occasione tanto attesa finalmente è qui e sta proprio accadendo sotto i miei occhi.
Il concerto finalmente inizia, guardo i musicisti e cerco di immaginarmeli com’erano una volta : sono quasi irriconoscibili… James , che era quasi bello quanto Elvis, ora sembra un distinto signore con i baffi!! Sfortunatamente non ho avuto il piacere questa volta di vederlo suonare con la chitarra sulla schiena..ma l’età purtroppo avanza!.
La grinta di Ronnie Tutt mi ha colpito su tutti e mi fa pensare che non è assolutamente vero che dopo i 40 anni bisogna smettere di fare rock’n’roll, come dice qualcun altro nel mondo della musica.
Sulla destra del palco si trovano le Sweet Inspirations, Ed Enoch & the Golden Covenant.
L’orchestra, a parte Ron Feuer e Walt Johnson , è composta da musicisti ingaggiati direttamente sul posto ed è come sempre diretta da Guercio.
In cima a tutti Elvis in formato gigante, un po’ tagliato ai bordi a volte..penso ..”chissà come sarebbe stato in 3D!!”. Ai lati del megaschermo, altri schermi più piccoli per le immagini di repertorio che scorrono incessantemente insieme alla musica.
I momenti che mi hanno emozionato maggiormente nella prima parte del concerto sono stati i brani “YOU GAVE ME A MOUNTAIN”, “IN THE GHETTO”, “SWEET SWEET SPIRIT” e “HOW GREAT THOU ART”.
Anche quando Elvis via video ha detto “Vi voglio vedere” o qualcosa di simile, dalla regia hanno fatto una carrellata del pubblico con le telecamere, questo per me è stato un bel momento interattivo.
Nella seconda parte invece “SWEET INSPIRATION”, “JUST PRETEND”, sono state le mie preferite. A un certo punto, sulle prime note di “SUSPICIOUS MINDS” vedo scattare uno dei nostri verso il palco, tipo scatto dei 100 metri.. provo anch’io ad andare verso il palco ma mi bloccano insieme ad altre persone, torno indietro e mi fermo dietro la terza fila..di fianco ho l’impersonator Nigel Kingsley che distribuisce un autografo a una bambina (anche se lei non gliel’ha chiesto!).
I più fortunati sono riusciti ad andare in prima fila a salutare i musicisti e a farsi fare qualche autografo.
Finalmente , secondo me solo nella seconda parte, si entra nel vero spirito del concerto: tutti che partecipano, ballando, cantando, battendo le mani e agitandosi. Penso che sia questo il modo migliore per assistere a un live..anche perché la partecipazione del pubblico è determinante …stare seduti sulla sedia a mio parere inibisce un po’ la platea e quasi sicuramente la “presenza” di Elvis via video e non di persona mi sa che attutisce un po’ l’impatto emotivo (anche se è stato un impatto meraviglioso). E’ vero, Elvis era lì più che mai ma chissà cosa non doveva essere la sua presenza scenica ai concerti per chi l’ha visto in persona!!!.
Dopo le stupende “I’LL REMEBER YOU” , “WHAT NOW MY LOVE” ho avuto il mio clou emotivo: mi sono commossa sul finire delle note di “AN AMERICAN TRILOGY” , tra le mie preferite, perché è molto evocativa.
Quell’attimo mi ha fatto emozionare profondamente, ho veramente sentito la viva ammirazione dei fans per Elvis, come se lui fosse stato veramente lì in quel momento. .
È stata veramente una bellissima esperienza, ringrazio Stefano e tutti quelli che hanno partecipato per averla resa tale.
A presto!
Laura