Di seguito, la recensione della favolosa gita a Zurigo in data 1 Aprile, in occasione del concerto virtuale "ELVIS THE CONCERT",  2001 che ha visto la partecipazione di ben 112 membri dell'Elvis Friends Fan Club Italia.

Chi ci 'guida' in questa avventura è l'ormai mitico bassista dei Rocking, nonchè Presidente della sezione di Torino dell'Elvis Friends Fan Club Italia... ma soprattutto grande amico, Ruggero Manzi. 

L'intero gruppo dei partecipanti al viaggio

ELVIS THE CONCERT
Zurigo 01 Aprile 2001
(di Ruggero Manzi)

Il 1° Aprile è da sempre una data nella quale ci si aspetta e si giocano scherzi di ogni tipo e natura ma quello che abbiamo vissuto noi che siamo stati a Zurigo è stato molto più che uno scherzo, è stato il regalo più grande che potevamo aspettarci da una giornata organizzata eccellentemente dal presidente e dagli amici del club.

Il ritrovo alle ore 08.00 circa al Memphis Café di Milano ha dato modo, a chi come me non c'era mai stato, di ammirare una serie infinita di gadget e memorabilia di ogni tipo disseminati in tutti gli angoli del locale (che noi a Torino invidiamo molto) e di cominciare a conoscere quelli che sarebbero diventati i compagni di uno splendido viaggio. 
Personalmente ho ritrovato persone che non vedevo da anni e che mi hanno riportato a periodi della mia vita che ricordo con grande affetto ma dopo caffè e convenevoli ci siamo 'imbarcati' (per il pullman... si dice così ?) e siamo quindi partiti alla volta della svizzera. 
Nel 2° pullman sul quale viaggiavamo c'erano i 3/8 dei Dreamers di Milano, i 2/3 dei Rocking Torino e la cantante degli Young Country; con la chitarra di Pino, dei precitati Dreamers, abbiamo cominciato a ripercorrere in lungo e largo tutto il repertorio del Re nonché le strade dell'Italia settentrionale fino alla prima sosta in territorio elvetico dove, in un'area di servizio, abbiamo consumato una breve colazione per poi ripartire.

Intorno le 14.30 circa siamo giunti a destinazione, nei pressi dell'HALLENSTADION di Zurigo ma con nostra meraviglia abbiamo potuto notare che non c'erano locandine né manifesti dell'evento per il quale eravamo nel luogo. Niente lasciava presagire che da lì a qualche ora sarebbero arrivati gli storici musicisti del Re e nello stesso tempo pensavamo alla data, 1° Aprile……. con qualche apprensione.

 Alcuni componenti del gruppo

Per fortuna al box informazioni c'erano dei piccoli volantini con gli eventi del mese del palazzetto dove, in alto a destra, figurava il concerto che stavamo aspettando.
Dopo aver pranzato e aver gironzolato per la città, alle 18.30 ci siamo tutti riuniti nei pressi del palazzetto per posare per la foto ricordo e poi per la consegna dei biglietti che ci avrebbero consentito di accedere all'impianto; 
l'affluenza all’interno dell’HALLENSTADION sembrava, all'inizio, essere mediocre (e riecco che riaffiora il pensiero del pesce d'Aprile) ma noi eravamo lì per vedere lo show e di lì non ci saremmo mai e poi mai mossi.
Personalmente mi sono trattenuto fuori alla ricerca di qualche ricordo dell'evento da portare alla mia piccola bimba, ma rimanendo deluso anche dalla scarsità degli stand dedicati al nostro sono quindi entrato intorno alle ore 19.35. 
L'interno del palazzetto offriva un notevole colpo d'occhio anche se i ¾ dei posti erano vuoti e anche li' non vi erano stand che offrivano gran che.
Alla ricerca di una sedia con il nostro numero abbiamo potuto costatare che tutti gli italiani del club erano in ottima posizione fra la 1^ e la 5^ fila e che dal palco c'erano pochi metri, cosa che ci ha consentito di ammirare lo show da protagonisti.

Stefano e Roberto

In men che non si dica, gironzolando sotto il palco e ai lati dello stesso, scattata qualche foto, ci siamo voltati e abbiamo visto con grande meraviglia che l'HALLENSTADION era ormai gremito in ogni ordine di posti e quindi allo scoccare delle ore 20.00 i rintocchi di una campana, anch'essa virtuale, ci avvertivano che da lì a poco sarebbe cominciato lo spettacolo che tanto

stavamo attendendo e così….ore 20.10 si spensero le luci e le note iniziali di 2001 Odissea nello spazio lasciarono cadere il telo in raso bianco che nascondeva il palco e i suoi protagonisti dai nostri sguardi che diventavano sempre più insistenti alla ricerca di qualcosa che conoscevamo bene ma che avevamo avuto modo di vedere solo in video... ed eccoli comparire!!

Il colpo d'occhio era davvero notevole e l'emozione mi impediva di capire gran che per un paio di canzoni, solo allora mi rendevo conto che il maxy schermo riproduceva le sequenze degli show che avevo già visto e rivisto un migliaio di volte ma era strabiliante vedere e sentire dal vivo le note degli strumenti della T.C.B. BAND che era sotto i miei occhi in maniera troppo reale da sembrare .."virtuale";

ma a guardar bene erano proprio loro che comparivano a turno sul maxy schermo alle spalle del King, un po' diversi, un po' più grassi, un po' più grigi ma sempre e costantemente eccezionali.

Lo spettacolo filò via in un soffio con brani dell'ALOHA, del TTWII (ed altri che conosciamo molto bene) fra un sussulto e l'altro, in un turbine di emozioni che non mi impedivano di vedere i musicisti che si destreggiavano sul palco in modo egregio.

Il mitico James Burton

L'esecuzione dei vari brani era assolutamente perfetta, nulla lasciava capire che il cantante non era realmente con loro e all'orecchio degli intenditori tutto risultava essere assolutamente perfetto.
Davvero interessante vedere i musicisti in primo piano sul palco da protagonisti assoluti; un tributo a loro dovuto per la bravura e serietà dimostrata in tutti questi anni all'ombra di un personaggio che ha fatto la storia della musica, non solo per noi che ne siamo amanti. 

Siamo riusciti a rientrare in noi stessi alla fine della prima parte del concerto durata circa un'ora e dieci, ci siamo riuniti sotto il palco nell'affannosa ricerca di "qualcosa" dei vari musicisti scomparsi dietro le quinte.

...on the Fender Bass is Jerry Scheff

Scambiatici i commenti che di tutti sono stati entusiastici eccoci riudire la campana virtuale che annunciava l'inizio della seconda parte e in men che non si dica eravamo pronti ad immergerci nel secondo round di questo indimenticabile incontro.
L'inizio fu assolutamente un tributo a coloro che erano realmente sul palco e che senza ingabbiature "virtuali" si esibirono a turno in pezzi di presentazione, dalle quattro coriste
(Le Sweet Inspirations) ai tre coristi (gli Imperials, che in questo tour hanno sostituito gli Stamps) per poi riprendere la via del Re che anche a distanza di 24 anni dalla sua morte, guidò il concerto con una maestria ineguagliabile.

Il concerto proseguì veloce tanto da farci perdere la nozione del tempo stesso e fu impressionante vedere un sessantenne come James Burton eseguire una ‘Johnny Be Good’ con la sua Fender dietro le spalle come trent'anni fa.

The Sweet...

Alle prime note di ‘Suspicious Minds’ una folla si raggruppò sotto il palco ed i musicisti della band cominciarono a galvanizzarsi incrementando la loro già eccezionale performance con un'esecuzione che portò fuori tempo la voce del King ma che si riagganciò nel giro di poche battute… per i musicisti e gli appassionati, è puro spettacolo!

... Inspirations

Da quel momento in poi si susseguirono momenti di assoluto delirio da parte della folla che si ammassò maggiormente sotto il palco inneggiando i propri beniamini fino alla fine del concerto, quando i componenti della ormai leggendaria T.C.B Band salutarono con calore i presenti per poi sparire nei sotterranei dell'impianto.

Al termine dello spettacolo, ahimè, inutile cercare di raggiungere in qualche modo la band ma l'entusiasmo e la gratificazione di tutti era palpabile e, mentre mi accingevo ad accodarmi per uscire mi resi conto che l'età media degli spettatori non era superiore ai 35 anni il che vuol dire che vi sono sì sessantenni ma anche adolescenti con basette e occhiali che ricordano il nostro Elvis.

Stefano e Ronnie Tutt

Nota dolente, come sempre, è stata la presenza fuori dal palazzetto di un "tizio" con vestito e parruccone finto a scimmiottare in malo modo il Re davanti ad una telecamera (che spero non abbia ripreso gran che anche perché si ostinava ad intonare ‘Be Bop a Lula’ che Elvis non ha mai cantato!!!) e che ha solo contribuito a rendere legittimi i pareri di chi non conosce la musica del grande Elvis e 

riconosce da queste cose (ignobili!! - n.d.r. il personaggio da noi amato ma ciò non potrà mai togliermi dalla mente l'emozione che provo ripensando a questa indimenticabile esperienza.